Noi, la terra, il vino
La nostra azienda nasce da un’eredità preziosa: l’amore per la terra trasmessomi da mio padre Carlo, che con dedizione si è sempre occupato della vinificazione tipica ticinese e della tradizionale arte della mazza casalinga.
Oggi porto avanti questo legame coltivando 11 ettari di vigneto e 11 ettari di foraggicoltura. Allevo mucche nutrici al pascolo libero e dedico particolare attenzione alla tutela dell’ambiente, con superfici per la biodiversità, zone di interconnessione ecologica e pratiche agricole sostenibili. Partecipiamo alla campagna nazionale per la riduzione dei fitosanitari e aderiamo con orgoglio al progetto VISO TICINO – Viticoltura sostenibile.
Crescendo in un contesto rurale, il legame con la terra e le tradizioni è diventato parte di me. Quando ho rilevato l’azienda nel 1997, dopo la mia formazione da macellaio salumiere e tecnico agrario, ho scelto di valorizzare ciò che avevamo: animali allevati con rispetto e prodotti autentici, trasformati e venduti direttamente.
La scoperta del vino, invece, è stata una chiamata. Ogni vendemmia accendeva in me un desiderio crescente di capire, sperimentare, imparare. Questa passione mi ha portato a studiare all’Istituto Agrario di Mezzana, a diplomarmi come cantiniere e viticoltore, a ottenere il Brevetto Federale in Viticoltura a Changins nel 2016 e, infine, a diventare sommelier con attestato federale presso la scuola scuola specializzata superiore alberghiera e del turismo nel 2023.
Negli anni, proprio come un buon vino, l’azienda si è evoluta. Pur mantenendo una piccola produzione di carne e salumeria, oggi il cuore pulsante è la vite. Dal 2010 vinifico nella mia cantina, dove prendono vita otto etichette che raccontano un percorso: professionale, perché frutto di studio e applicazione; personale, perché ogni bottiglia rappresenta un traguardo raggiunto; ed emotivo, perché in quel vino ci sono sacrifici, ricordi, tradizione, soddisfazione… e la mia essenza.
Dove la terra parla e il vino ascolta
Non è solo una bottiglia, non è solo un bicchiere colmo di Merlot: è una storia che si apre, un’emozione che prende corpo.
Nella nostra cantina, ogni vendemmia è un rito. La vigna non è un semplice campo da coltivare, ma una creatura viva con cui si entra in relazione. Si ascolta il silenzio delle foglie, si toccano i grappoli ancora bagnati dalla rugiada del mattino, si sente la pazienza del tempo che matura, stagione dopo stagione.
Nel cuore del Mendrisiotto, la produzione del vino non segue solo regole tecniche: segue il ritmo del respiro della natura. Non c’è fretta. C’è rispetto. C’è ascolto. C’è il sapere antico di una famiglia che da generazioni si prende cura della terra, con mani che sanno di legno, mosto e vendemmie passate.
La cantina, costruita con amore e visione nel 2010, è più di un luogo di trasformazione: è uno spazio dove l’uva diventa memoria liquida. Qui, tra le botti e i profumi intensi, ogni vino prende forma con identità propria. Il “Punta Rossa”, ad esempio, è un racconto di forza e finezza, premiato e riconosciuto, ma soprattutto vissuto. Il “Cadenazzi” è un tributo al territorio: un Merlot che sa di pietra, sole e passione.
La produzione avviene nel rispetto della natura: ogni scelta, dalla vigna alla bottiglia, è guidata da un principio di armonia e sostenibilità. Non si tratta solo di vino, ma di un’esperienza che nasce dal lavoro quotidiano, dalla dedizione e dal desiderio di lasciare un’impronta pulita nel mondo.
Bere un vino Cadenazzi significa entrare in contatto con qualcosa di più grande: è assaporare il ritmo delle stagioni, la forza della terra, la bellezza del gesto agricolo. È riconoscere che, in ogni sorso, si cela l’amore per un mestiere antico e profondamente umano.